Chiarezza

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Vuoi risparmiare sull’assicurazione auto?

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Scritto da Team Supermoney

luglio 2nd, 2010 at 5:47 pm

Un prestito per risollevare il mercato dell’auto in crisi?

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prestiti-auto-300x200“Il mercato italiano dell’auto è in coma profondo”. Sono queste le conclusioni a cui è giunto il Centro Studi Promotor, che si occupa di analisi di mercato, commentando i dati diffusi dalla Motorizzazione Civile.

Nel mese di agosto appena trascorso infatti le immatricolazioni degli autoveicoli hanno fatto registrare una contrazione del 19,3% attestandosi a quota 68.718, il livello più basso degli ultimi 17 anni. A seguito di un primo trimestre positivo, sostenuto dalla coda degli incentivi 2009, le vendite di auto in Italia da aprile ad agosto hanno subìto un calo consistente anche perché, finiti gli incentivi, la domanda non ha trovato nella ripresa dell’economia stimoli adeguati a sostenerla.

Acquistare un’auto in Italia è diventato perciò sempre più difficoltoso: se da un lato la disponibilità finanziaria degli italiani continua a diminuire, dall’altro stanno prendendo sempre più piede i settori “low profile” come il mercato delle auto usate o quello delle auto a chilometri zero, a scapito del tradizionale mercato automobilistico.

Poiché la situazione politica attuale sembra escludere, almeno nel breve termine, la possibilità di nuovi incentivi e le prospettive per l’ultima parte del 2010 sono fortemente negative, una delle poche strade percorribili per acquistare una nuova vettura è quella di ricorrere a un prestito auto.

In genere chi ne fa richiesta ha bisogno di cifre che oscillano tra i 2.000 e i 30.000 euro dal momento che i modelli di livello superiore sono acquistati da coloro che non necessitano di questo tipo di soluzioni finanziarie; la durata del prestito va da un minimo di 6 mesi a un massimo di 10 anni.

Ecco quali prestiti personali risultano più convenienti se prendiamo un lavoratore a tempo determinato, possiamo immaginare un giovane sotto i trent’anni, che abbia bisogno di 20.000 per sostenere le spese di acquisto dell’automobile.

Il Prestito Santander risulta il più conveniente in termini di importo della rata mensile, 341 euro rimborsabili in 72 mesi per un importo totale di 24,550,6 euro. Non prevede alcuna spesa iniziale né intermedia e registra un TAN del 7% e un TAEG del 7,45%.

Segue il prestito Large di Webank con una rata mensile di 355,7 euro rimborsabili in 72 mesi per un importo totale di 25.607,9 euro. Le spese aggiuntive sono di 5 euro per l’incasso della rata mensile, il TAN è dell’8% con un TAEG del 9,13%.

Per chi ha una certa urgenza di liquidità e ha bisogno di una risposta entro 24 ore il prestito Movimento di Unicredit Family Financing è la soluzione ottimale. La rata mensile per il profilo considerato è di 359,1 euro da rimborsare in 72 mesi per un importo totale di 25.856,9 euro. In questo caso si pagano solo le spese iniziali di istruttoria che ammontano a 200 euro, il TAN è dell’8,50% e il TAEG del 9,53%.

Questa e altre ricerche, corredate dalle caratteristiche più specifiche di ogni singolo prestito, si possono effettuare con il comparatore di prezzi del sito Supermoney, che permette di visualizzare in pochi secondi e gratuitamente le migliori offerte di prestiti auto presenti sul mercato.

Scritto da Francesco Suardi

settembre 2nd, 2010 at 4:57 pm

Rc auto: aumenti all’orizzonte

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aumenti-rc-auto9Puntuali come orologi svizzeri sul finire dell’estate arrivano le consuete notizie relative agli ennesimi aumenti nel comparto Rc auto. I mesi precedenti infatti ci hanno abituati a dei veri e propri tira e molla tra le associazioni dei consumatori e l’Ania, l’associazione delle imprese assicurative, ognuna impegnata a tirare acqua al proprio mulino. Ma il caro-Rca non è un’opinione, bensì un fatto oggettivo.

Sono 159 gli euro che in media gli automobilisti italiani spenderanno in più nel 2010, secondo i dati recentemente diffusi dall’Osservatorio nazionale Federconsumatori alla luce degli ultimi andamenti, e le cifre fanno pensare che l’eterna battaglia sul costo eccessivo delle assicurazioni auto sarà destinata a proseguire almeno per il resto dell’anno.

L’aumento nel settore va dal 15% al 20% rispetto allo scorso anno e il dato più allarmante è che il costo delle Rca in Italia dal 1994 a oggi è salito esponenzialmente registrando un +173%!

Come commenta Rosario Trefiletti, presidente della Federconsumatori, questa “situazione si è determinata per la mancanza di verifiche e controlli con rischi di cartello tra le varie compagnie”. Per risolvere i problemi che da mesi agitano il mercato non basta denunciare gli aumenti delle polizze, ma bisogna intervenire concretamente per contrastare i continui rincari che si abbattono sugli automobilisti. La prima cosa da fare sarebbe quella di porre un tetto, bloccando le tariffe per rendere il settore assicurativo più competitivo.

Ma dal momento che finora gli accordi sono arrivati a un nulla di fatto, il consumatore deve ingegnarsi da sé. Un modo per risparmiare qualche euro potrebbe essere quello di inserire nel contratto Rca la clausola “guida esclusiva”, sempre che sia una sola persona a guidare l’auto assicurata, pena il mancato risarcimento. Oppure aumentare le franchigie e gli scoperti, ossia la parte di assicurazione che resta a carico dell’assicurato, per abbattere il costo della polizza. O ancora, contro il caro-furto si può installare un antifurto satellitare o la “clear box”, che consente un risparmio di circa il 20% sul premio.

La semplice Rca infatti non sempre protegge il guidatore: i danni diretti e materiali subiti dal veicolo dell’assicurato non sono coperti se non si ha un’assicurazione Kasko e vanno poi pagati direttamente da chi li ha causati.

Anche se per il momento risparmiare sulle Rca sembrerebbe essere un’utopia, adottando alcuni accorgimenti come il confronto sistematico delle tariffe delle diverse compagnie assicurative attraverso il comparatore del sito Supermoney, che permette di personalizzare la propria polizza, è possibile trovare l’offerta che fa al caso proprio.

Scritto da Francesco Suardi

settembre 1st, 2010 at 4:22 pm

Prestiti personali per affrontare l’autunno 2010

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prestiti_personaliSettembre è alle porte con il suo carico di lavoro, di impegni e soprattutto di spese. Il ritorno dalle vacanze, per coloro che se le sono potute permettere, può trasformarsi infatti in una macchina succhiasoldi per le famiglie italiane, costrette a fare i conti con il portafoglio un po’ più vuoto a causa degli stravizi estivi e a confrontarsi con i rincari previsti nel prossimo autunno-inverno. Secondo i dati raccolti in un’analisi dell’Osservatorio nazionale Federconsumatori infatti, le famiglie in autunno subiranno aumenti che coinvolgeranno un po’ tutti i settori della vita civile: dai trasporti alle bollette di gas, luce e acqua fino alle tasse sui rifiuti e sui servizi bancari, costi scolastici e costi per il mantenimento della casa (a partire dalla voce per il riscaldamento). Aumenti che mettono sempre a dura prova l’umore di chi è tornato da qualche settimana di sole e di mare.

Per facilitare un rientro soft anche dal punto vista finanziario, una possibile soluzione può essere quella di richiedere un piccolo prestito personale per attutire le spese che in questo periodo dell’anno si fanno decisamente ingenti; basti pensare che i rincari costeranno ben 1118 euro a famiglia rispetto allo scorso anno e che il potere d’acquisto si ridurrà del 9,6% rispetto al 2007.

In questi casi perciò la tempestività del prestito è essenziale perché garantisce al consumatore di disporre immediatamente della somma richiesta, permettendo così di risolvere i problemi più urgenti.

Prendiamo una famiglia-tipo formata da quattro persone: padre, madre e due figli in età scolare. Anche se i prestiti personali non pongono limiti consistenti in merito alla tipologia di lavoro (dipendente, autonomo, atipico) del richiedente, possiamo presupporre che, almeno il padre, abbia un impiego a tempo indeterminato. Si tratta di una famiglia con la testa sulle spalle, non abituata a contrarre debiti di alta entità e a saldare il tutto senza ritardi: dei buoni pagatori, che in questo momento necessitano di liquidità per fare quadrare i conti.

Ipotizzando che abbiano bisogno di una piccola cifra, 5000 euro, da saldare ratealmente in qualche anno, senza un’assicurazione che garantisca il rimborso del prestito, ecco quali sono le soluzioni migliori sul mercato.

Il più adatto alle esigenze immediate della famiglia è il prestito Contante di Unicredit Family Financing. Il prestito prevede solo delle spese iniziali di istruttoria, senza spese intermedie di incasso. Il piano di ammortamento ha un TAN del 9% e un TAEG massimo del 10,43%. L’intestatario del prestito pagherà una rata mensile di 125,7 euro per un importo totale rimborsabile in 48 mesi di 6032,1 euro.

Meno caro, anche se di poco, rispetto all’offerta di Unicredit è il prestito Small di Webank, che non prevede spese iniziali ma una spesa di incasso rata di 5 euro. Il piano di ammortamento ha un TAN del 7% e un TAEG del 9,97%. L’intestatario del prestito pagherà una rata mensile di 124,7 euro rimborsabili in 48 mesi per un importo totale rimborsabile di 5987,1 euro.

Più vicino ai valori di Unicredit Contante è il prestito Zero Spese di Barclays, che, come dice il nome, non prevede né spese di istruttoria né spese intermedie per il pagamento delle rate. Il piano di ammortamento di questo prestito ha un TAN del 9,50% (fino a un massimo del 12,20%) e un TAEG del 10,40% (fino a un massimo del 14,16%). L’intestatario pagherà una rata mensile di 125,6 euro rimborsabili in 48 mesi per un importo totale di 6029,6 euro.

Come si può notare la rata media delle offerte analizzate si aggira sui 125 euro mensili, pagabili con addebito sul conto corrente bancario o tramite bollettino postale, a seconda delle preferenze personali.

Le informazioni su ulteriori prestiti personali disponibili sul mercato, per questo o altri profili, sono rintracciabili con il comparatore dei prestiti di Supermoney, il sito che permette di comparare in modo gratuito le proposte di ben 15 istituti di credito.

Scritto da Francesco Suardi

agosto 31st, 2010 at 4:37 pm

Mutui “ballerini” da un lato all’altro dell’Atlantico.

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USA_EU_ForumMai come in questo momento risulta appropriato citare il famoso detto “tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare” per analizzare la situazione singolare che si è creata ultimamente nei mutui casa sulle due sponde dell’Atlantico. Se infatti da questa parte dell’oceano, in Europa, alcuni dei nuovi mutui a tasso fisso segnano un momento storico registrando un tasso inferiore al 5%, negli Usa più di un quinto delle case americane acquistate con il mutuo ha un valore di mercato inferiore all’importo del debito.

Mutui con tassi fissi “ballerini” come se fossero tassi variabili o cos’altro? In realtà, anche se le due notizie citate hanno destato parecchio scalpore negli ultimi giorni, ogni situazione va analizzata singolarmente senza gridare al miracolo da una parte e alla catastrofe dall’altra. Solo fatti.

I dati allarmanti giunti dall’America e pubblicati da una delle società leader nelle ricerche di mercato sulla ricchezza, la CoreLogic, si riferiscono al secondo semestre del 2010 e parlano di 11 milioni di case acquistate con un debito che supera l’effettivo valore della casa nel mercato immobiliare attuale. Questo fenomeno, chiamato in gergo “effetto ricchezza negativo” è alla base della serie di pignoramenti che si stanno verificando negli States, senza contare le numerose famiglie americane che hanno rinunciato a rimborsare le rate del mutuo casa perché insolventi da tempo. Parole parole parole: visto che le promesse di vigilare sul buon funzionamento del settore dei mutui fatte dal Ministero del Tesoro americano nei mesi scorsi per il momento sembrano disattese.

Di diverso tenore è la situazione nella zona Euro. Come si sa il tasso fisso di un mutuo si compone di due voci: l’Irs, l’indice di riferimento, e lo spread, il ricarico che ogni banca decide di aggiungere al tasso di base quale proprio ricavo. In questo momento l’indice di riferimento è arrivato sotto il 3%, un limite mai superato prima, per l’esattezza il più basso che si è registrato è stato del 2,92% per i mutui da 15 a 30 anni e addirittura del 2,78% per quelli che durano dai 40 ai 50 anni. Anche gli spread sono in discesa: un campione di 30 banche analizzato da Osservatore Finanziario lo attesta tra l’1% e il 2%. Sommando i due valori non si raggiunge perciò il 5% per i mutui a tasso fisso di lungo o lunghissimo termine.

È il momento buono per pianificare una vita per le giovani famiglie italiane? Pare di sì. Il tasso variabile rimane sempre quello più vantaggioso (con l’Euribor che da tre mesi si trova sotto lo 0,09%) poiché raggiunge il 3% complessivamente, talvolta collocandosi addirittura sotto questo limite, ma è meno sicuro di quello fisso, a patto che non si tratti di un mutuo coperto da assicurazione, un tetto prefissato, il cosiddetto cap.

Per chi desidera stipulare un mutuo di lunga durata il tasso fisso può essere una scelta oculata, ora che è particolarmente conveniente, ma è sempre bene tenere gli occhi aperti, valutare le varie opzioni presenti sul mercato a seconda anche delle proprie esigenze personali. Un modo semplice e veloce è quello di affidarsi al comparatore di mutui del sito Supermoney tra le proposte di 40 diversi istituti di credito.

Scritto da Francesco Suardi

agosto 30th, 2010 at 3:13 pm

Rc auto base o con garanzie facoltative? A ciascuno la sua.

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bb63dc7c5f8c0f3b188464d162076c56_bigQuando si acquista un’autovettura uno dei primi dilemmi che agitano l’automobilista assennato è a quale tipo di assicurazione Rca affidare la protezione del proprio mezzo. Esitono ormai varie tipologie di polizze adatte ad ogni esigenza e il proliferare delle compagnie assicurative in Italia, accompagnato anche dalla nascita di false società che esercitano servizi assicurativi senza averne diritto, crea non pochi problemi a chi si appresta a stipulare una nuova polizza o a rinnovare la propria.

Il primo problema consiste nella scelta fra una polizza base o quella con una serie di garanzie assicurative, che aumentano sì la sicurezza del proprietario dell’auto, ma che inevitabilmente fanno lievitare il costo dell’assicurazione. È importante quindi capire se è opportuno sottoscrivere queste voci opzionali o se si può evitare di sborsare soldi inutilmente. Vediamone insieme alcune.

La più nominata è la polizza Kasko, che copre tutti i danni provocati dalla circolazione dell’auto a prescindere dalla responsabilità di chi la guida. Ne esistono di due tipi: quella “completa” che risarcisce il danneggiamento dell’auto in seguito a qualsiasi tipo di collisione con altri mezzi, uscita di strada, urto, indipendentemente dalla colpa dell’assicurato, e quella meno estesa, detta anche “minicasco”, che rimborsa unicamente i danni alla propria auto che derivano da un urto con un altro veicolo individuato. Un’opzione, quella della Kasko, presa poco in considerazione dagli automobilisti italiani, dal momento che solo uno su cento decide di aggiungerla nel contratto.

Qualora occorra un sinistro al veicolo guidato, è possibile inserire all’interno del contratto di assicurazione un’altra clausola, il danno da fermo. Anche questo si suddivide in due diverse tipologie: il danno da fermo tecnico e il danno da fermo effettivo. Con la prima formula si specifica che il veicolo è impossibilitato a circolare poiché è in riparazione, mentre con la seconda si indica tutto il tempo durante il quale il mezzo non può muoversi, sempre a causa dell’incidente subìto, senza limitarsi al periodo di riparazione. A seconda del tipo è possibile calcolare le modalità di risarcimento, che si può ottenere solo dimostrando, oltre all’impossibilità di circolare, la perdita economica ad essa corrispondente.

Un’altra garanzia facoltativa accessoria che potrebbe essere utile stipulare con l’arrivo dell’autunno e il conseguente peggioramento del tempo è quella contro gli Eventi atmosferici. Questa polizza infatti rimborsa i danni causati alla vettura dal vento o dalla grandine ed è consigliabile a chi lascia la macchina parcheggiata all’aperto. Il costo annuale aggiuntivo del servizio si aggira sui 70 euro in più rispetto alla Rca base ed è scelta da circa il 13% degli automobilisti italiani. Per ottenere il risarcimento in questo caso bisogna informare la propria Compagnia ed esporre denuncia alle Forze dell’ordine, attestante che la calamità naturale ha avuto luogo. Bisogna però sempre tenere presente che esiste una franchigia, ossia la percentuale dei danni a carico dell’automobilista, per cui è buona norma controllarne l’entità.

Infine, un’ulteriore estensione della polizza contro gli eventi atmosferici è la garanzia contro gli Eventi naturali come trombe d’aria, smottamenti e uragani. È raro essere indennizzati contro i terremoti, ma nel dubbio è necessario fare sempre riferimento all’elenco indicato nel contratto.

A ognuno la sua polizza perciò, a seconda delle proprie esigenze e dell’utilizzo che si fa dell’auto. Il consiglio migliore resta quello di raccogliere maggiori informazioni possibili sulle Rca presenti sul mercato prima di sottoscriverne una. Un modo semplice e veloce è quello di affidarsi al sistema di comparazione di assicurazioni auto del sito Supermoney, il servizio completamente gratuito che permettere di scoprire l’offerta più conveniente tra quelle proposte da 17 compagnie diverse.

Scritto da Francesco Suardi

agosto 27th, 2010 at 2:29 pm

A scuola e all’università con la tecnologia? Sì, con i prestiti personali.

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computernuoviportatilitoshibaL’ultima settimana di agosto è agli sgoccioli; ancora qualche giorno e prenderà il via il controesodo che riporterà la maggior parte dei vacanzieri dalle località balneari o dalla montagna alle consuete occupazioni. E sarà così anche per gli studenti, che su facebook stanno già facendo il count down in vista dell’inizio della scuola, previsto per il 14 di settembre, o gli universitari che si stanno preparando per i selettivi test di ammissione alle varie facoltà. E cosa c’è di meglio per cominciare un nuovo anno scolastico costellato di compiti, verifiche ed esami, che acquistare qualche prodotto tecnologico utile per lo studio, ma anche per il divertimento dei ragazzi?

Immaginiamo per esempio che uno studente voglia dotarsi di un computer portatile o un mac book per compiere le proprie ricerche in rete con la tecnologia più aggiornata possibile e che per lo svago decida di acquistare un i-pod, un e-book o magari uno dei nuovissimi i-pad. I costi potrebbero essere piuttosto alti, ma pagando in comode rate mensili potrebbero essere anche altrettanto accessibili. Esistono infatti dei prestiti personali pensati proprio per chi ha necessità di accessori hi-tech.

Attraverso il sistema di confronto dei prestiti di Supermoney è facile e veloce calcolare la spesa complessiva per l’acquisto di un portatile e di un oggetto tecnologico di quelli sopra citati, spesa che stimiamo non supererà complessivamente i 3000 euro. Prendiamo ad esempio una famiglia il cui richiedente (uno dei genitori che acquista per il figlio l’ultimo accessorio hi-tech) ha un contratto a tempo indeterminato e che decide di rimborsare il prestito in 48 mesi, ecco quali sono le offerte migliori per un finanziamento della durata di 48 mesi.

Si contendono il podio in fatto di convenienza il Prestito Zero Spese di Barclays e il Prestito Contante di Unicredit Family Financing. Il primo, che non prevede spese iniziali né periodiche, eccetto le imposte aggiuntive dovute a operazioni di durata superiore ai 18 mesi, ha un piano di ammortamento con un TAN che parte dal 9,5% (con un massimo del 12,20%) e un TAEG di 10,40%. L’intestatario del prestito pagherà una rata mensile di 75,4 euro per un importo totale rimborsabile in 48 mesi di 3617,7 euro.

La soluzione di Unicredit Family Financing presenta valori di poco maggiori rispetto a quello di Barclays. Vi sono delle spese di istruttoria iniziali e, anche in questo caso, le spese relative al superamento dei 18 mesi di durata per il prestito personale. Il piano di ammortamento in questo caso prevede un TAN del 9% e un TAEG che va da un minimo di 9,74% a un massimo del 10,46%. La rata mensile è di 75,4 euro per un importo totale di 3619,3 euro.

Infine, la medaglia di bronzo se la aggiudica il Prestito Classic di Elastys. Questo non prevede spese iniziali, ma solo spese di incasso rata mensili. Il piano di ammortamento è così organizzato: TAN dell’8,99% e TAEG del 10,86%. La rata mensile è di 75,9 euro per un importo totale di 3645,2 euro.

I prestiti indicati si rivolgono a tutte le categorie di lavoro, dai dipendenti fino ai pensionati, passando per i “lavoratori atipici”. Il costo medio si aggira tra i 75 e i 76 euro mensili, salvo spese aggiuntive da valutarsi caso per caso. Resta solo da scegliere quello che fa al caso proprio, in un click.

Scritto da Francesco Suardi

agosto 26th, 2010 at 4:21 pm

Energia elettrica, la nuova frontiera dell’auto?

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auto_elettricaLa decisione presa da Parlamento e Consiglio d’Europa col decreto del 23 aprile 2009 fissa dei limiti per la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra entro il 2020. In particolare ciascuno stato membro della UE è tenuto ad adempiere a tali direttive in misura proporzionale e percentuale alle emissioni di gas del 2005 (per l’Italia -13%). Tutto questo in linea con la convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici che ha l’obiettivo di stabilizzare le concentrazioni di gas a effetto serra evitando che la temperatura annuale aumenti di oltre 2°C rispetto ai livelli dell’era preindustriale, il che significa dimezzare il totale delle emissioni entro il 2050.

Dal momento che le normative europee si fanno sempre più pressanti e che le auto rappresentano una grossa fetta dell’inquinamento atmosferico, non si tratta di fantascienza se si discute su ciò sostituirà l’attuale sistema energetico che alimenta le autovetture. Gli automobilisti infatti sono sempre più in balìa delle polemiche sul prezzo dei carburanti tradizionali (benzina e diesel) e sui divieti di circolazione che periodicamente numerose città del nostro Paese mettono in atto.

È in arrivo l’auto elettrica come bene di consumo di massa? Forse. In realtà le auto elettriche hanno fatto capolino più volte sul mercato dell’auto, l’ultima negli anni ’90 con prezzi decisamente poco convenienti, il doppio rispetto al modello analogo alimentato nella maniera tradizionale, e prestazioni modeste. Ma questa svolta “verde” degli autoveicoli potrebbe essere quella buona.

I segnali di questi giorni sono incoraggianti. Il 16 agosto 2010 è partita da Ginevra la Zero Emissione Race, il giro del mondo in sella a mezzi di trasporto alimentati con energia elettrica, che vede lo sfoggio dei veicoli elettrici provenienti dai cinque Continenti. Non solo. Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha promesso di portare un milione di veicoli elettrici sulle strade americane entro il 2015 facendone uno dei punti cardine del suo programma di ripresa economica.

Diversi sono infatti i progetti in circolazione, che vedono coinvolte case automobilistiche, pubbliche amministrazioni e aziende elettriche impegnate ad abbattere i costi ancora alti per la produzione dei veicoli. La prima voce è relativa alle batterie al litio che dovrebbero dare energia ai veicoli elettrici, ma che sono molto costose tanto per la costruzione quanto per l’alimentazione delle stesse, dal momento che le auto hanno un’autonomia piuttosto ridotta. Su questo punto sarà certamente utile l’esperienza maturata con le vetture ibride, le auto con motore elettrico e motore termico.

Ma cosa succederà al sistema elettrico? La diffusione di massa di veicoli elettrici e di stazioni di caricamento metterà a dura prova il sistema di carico e la sua prevedibilità? La rete di distribuzione dovrà dotarsi con tutta probabilità di sistemi di accumulo che rilasceranno energia nelle ore di maggiore consumo e si ricaricheranno quando la domanda è minore. Visto che l’energia elettrica può essere prodotta da più fonti che non emettono anidride carbonica, la prima sfida sarà quella di preparare le infrastrutture che garantiranno un impatto meno drammatico sui consumi di energia elettrica dovuti all’invasione delle auto ecologiche.

Un sicuro giovamento dall’avvento delle eco-car lo trarrano le assicurazioni auto, che contemplano all’interno dei propri contratti categorie differenti a seconda dei consumi del mezzo, e con la diminuzione delle emissioni (i veicoli alimentati con energia elettrica sono privi di emissioni dirette, eccetto le polveri per l’usura di freni e pneumatici) si faranno più leggere. Un bel vantaggio, per poter tirare un sospiro dal caro-polizza con l’aria pulita delle nostre città.

Scritto da Francesco Suardi

agosto 25th, 2010 at 4:21 pm

Ecco come funziona il Fondo di Solidarietà. Ma funziona?

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solidarietà mutuiTra poco più di una settimana, per l’esattezza il 2 settembre, dovrebbe diventare operativo il cosiddetto Fondo di Solidarietà, che permette alle famiglie italiane in difficoltà di avere agevolazioni per i mutui sulla prima casa.

Il regolamento che dà il via all’attuazione dell’iniziativa è stato firmato dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, e pubblicato sulla Gazzetta ufficiale, dopo un iter piuttosto faticoso. Se ne parlava già tre anni fa, era stato approvato nella finanziaria del 2008, salvo poi subire numerosi ritardi nella sua reale attuazione.

Ora il decreto ministeriale n. 132 del 21 giugno 2010, che sancisce la sua “nascita” ufficiale, dovrebbe diventare realtà. Il condizionale è d’obbligo, perché la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale non equivale al fatto che i mutuatari possano fin da subito recarsi in banca per chiedere la sospensione delle rate.

In estrema sintesi, per accedere al beneficio di legge il richiedente deve dimostrare di non essere in grado di provvedere al pagamento delle rate del mutuo casa per l’insorgenza di difficoltà personali o lavorative. I requisiti soggettivi devono essere inoltre: titolo di proprietà sull’immobile oggetto di contratto di mutuo, titolarità di un mutuo di importo erogato non superiore a 250 mila euro (in ammortamento da almeno un anno) e un ISEE non superiore a 30 mila euro.

L’iniziativa sembra utilissima: il Fondo, che ammonta a un totale di 20 miliardi, rimborsa le rate del mutuo di coloro che sono, temporaneamente (fino a un massimo di 18 mesi), esentati dal pagamento, oltre a coprire i costi sostenuti dal beneficiario per eventuali onorari notarili anticipati dalla banca e gli oneri finanziari corrispondenti alla quota interessi delle rate.

In realtà affinché l’agevolazione sia operativa in via definitiva serviranno ulteriori adempimenti da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze e sarà altresì necessario risolvere i numerosi dubbi che il testo del regolamento lascia irrisolti.

Il primo. La figura del gestore, una società a capitale interamente pubblico che avrà compiti fondamentali per il funzionamento del Fondo: la gestione del sito internet, innanzitutto, che fornirà le informazioni e al quale le banche dovranno inviare la documentazione ricevuta dai richiedenti. Questa figura di “vigile” sul funzionamento del Fondo dovrà anche esaminare la veridicità della documentazione trasmessa dagli istituti di credito e procedere al rimborso dei costi da questi sostenuti. Attività che richiedono l’emanazione da parte del dipartimento di un disciplinare con le direttive e le modalità di svolgimento del servizio. Quando? Forse ci vorranno dei mesi.

In secondo luogo sarà necessaria la pubblicazione, sempre da parte del Ministero, di una serie di circolari per impartire istruzioni di carattere tecnico-operativo destinate alle banche, oltre che al gestore. Dall’Abi, l’Associazione bancaria italiana, fanno sapere di aver già chiesto chiarimenti e interpretazioni in merito alla corretta applicazione del Fondo; le banche non si muoveranno di certo prima di avere delle chiare indicazioni in merito.

Le ambiguità del regolamento sono relative anche al tipo di finanziamento che può accedere alle agevolazioni: il regolamento parla di mutuo per l’acquisto della prima casa, senza fare riferimento specifico ai prestiti accesi per la costruzione o la ristrutturazione dell’abitazione. Si parla inoltre di prodotti a tasso fisso o variabile senza menzionare le forme intermedie o l’estensione a mutui cartoralizzati o a quelli rinegoziati, per esempio.

Infine non è chiaro se chi ha già usufruito di altre agevolazioni (per esempio il Piano Famiglie dell’Abi attuato a partire da febbraio 2010) possa accedere al Fondo oppure se l’aiuto sia destinato anche a chi è in arretrato con alcune rate del mutuo.

E poi, il limite di 30 mila euro dell’ISEE si riferisce ai soli intestatari del mutuo o all’intero nucleo famigliare? Domande alle quali il Ministero deve rispondere con una certa celerità dato che il completamento della procedura di richiesta del Fondo di solidarietà richiede almeno un mese.

Scritto da Francesco Suardi

agosto 24th, 2010 at 3:22 pm

Rc auto: come risparmiare senza incappare in false compagnie assicurative?

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assicurazione_autoSe, come preventivato dal numero uno dell’Ania, Fabio Cerchiai, alcune settimane fa alla Commissione Industria, commercio e turismo, in autunno gli automobilisti italiani dovranno fare i conti con gli ulteriori rincari delle assicurazioni auto, risulta quanto mai opportuno fare il punto della situazione in merito alle possibili strategie che il consumatore può mettere in atto per risparmiare.

Gli elevati costi delle Rc auto in Italia (quasi il doppio della media degli altri Paesi dell’area euro come Francia, Germania e Spagna) hanno favorito indirettamente la nascita di compagnie assicurative “fantasma” che hanno raggirato molti automobilisti alla ricerca di Rca ultra low cost.

In genere le tecniche di marketing di queste false compagnie, che esistono veramente ma non sono autorizzate a rilasciare polizze in Italia, sono sempre le stesse: utilizzano spesso nomi che ricordano quelli di compagnie ben più note per ingenerare confusione nell’utente e propongono prezzi bassissimi per stipulare polizze inesistenti, facendo circolare di fatto migliaia di automobilisti senza copertura assicurativa.

Il primo consiglio che si può dare è quindi quello di controllare la reale esistenza della polizza a basso costo (diffidando delle compagnie che offrono prezzi eccessivamente vantaggiosi) perché se la Rca manca e si causa un incidente si è interamente responsabili dei danni, che vanno pagati all’altro guidatore coinvolto nel sinistro (si parla di una quantità proporzionata alla gravità del danno inflitto). Inoltre, l’articolo 193, comma 2, del Codice della strada punisce la guida senza Rc auto con una multa di 779 euro e la confisca del veicolo, che diventa di proprietà dello Stato. Se si sospetta perciò che la propria assicurazione non esista, l’unico modo per verificarlo è contattare l’Isvap, l’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni Private e di Interesse Collettivo, al numero 06-42133000.

Per risparmiare sull’assicurazione auto non si può scegliere di stipulare la propria polizza in un altro Paese, anche se fa parte dell’Unione Europea, ma si può comunque tentare di ottenere un buon prezzo chiedendo il più alto numero di preventivi possibile alle compagnie che esercitano in Italia.

È bene ricordarsi che la disdetta del contratto già posseduto deve essere inoltrata alla propria compagnia assicurativa in tempo utile, o comunque entro i termini previsti dalla normativa, per stipularne un altro; si tratta di quindici giorni dalla data di risoluzione del contratto, anche se nel caso in cui l’aumento previsto sia superiore al tasso d’inflazione, si potrà disdire il contratto fino al giorno prima della naturale scadenza. Talvolta, quando si avanza questa richiesta, la compagnia assicurativa propone un contratto più vantaggioso al cliente pur di non perderlo: è sempre meglio valutare anche questa strada.

È anche consigliabile non farsi declassare se si causano piccoli sinistri, meglio versare alla compagnia quanto sborsato per il risarcimento piuttosto che perdere due classi assicurative nella polizza.

Il modo più veloce per trovare l’assicurazione auto che fa al caso proprio rimane quello di affidarsi a un sistema di confronto serio e gratuito come quello del sito Supermoney, che permette di comparare le offerte delle diverse compagnie assicurative per trovare quella più adeguata alle proprie esigenze.

Scritto da Francesco Suardi

agosto 23rd, 2010 at 4:14 pm

Aci: meno spese per l’auto nel 2009. RCA in crisi.

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rc-auto-largeGli italiani hanno speso meno per l’acquisto, la manutenzione e l’utilizzo dell’auto. È questa la conclusione a cui è giunta l’Aci analizzando i dati della ricerca riferiti all’anno 2009. Per la prima volta dal 1990 l’italiano medio ha speso un 2,3% in meno per la propria autovettura, dati che in denaro raggiungono la quota di 165 miliardi di euro. Parallelamente si riscontra un calo del prelievo fiscale (-5,6% rispetto al 2008) sui veicoli, nonostante sia aumentato il parco circolante (+265.000 unità). Crescono anche le spese legate ai parcheggi e ai pedaggi autostradali.

Nel dettaglio la spesa d’acquisto dell’auto lo scorso anno è salita dello 0,4% fino a 58 miliardi di euro, mentre è calata del 3,4% la spesa per l’assicurazione RCA e per i carburanti (-10%).

L’auto si usa meno e si sono imposti modelli di consumo inferiori rispetto al passato. “Il progressivo ammodernamento del parco auto è stato favorito dalla politica degli ecoincentivi” ha dichiarato il presidente Aci, Enrico Gelpi. “Una politica che andrebbe reintrodotta non solo per evitare la crisi del settore, ma anche per introdurre veicoli a misura di città, meno inquinanti e più sicuri”.

Gli italiani risparmiano sull’auto scegliendo i self service per il rifornimento di carburante e sfruttano la concorrenza fra le varie compagnie assicurative scegliendo quella meno cara. Un periodo non facile questo per le compagnie assicurative, oltre alle denunce da parte dell’Adoc sulle presunte irregolarità nella sottoscrizione delle polizze e i problemi derivanti dal mercato delle false Rc auto, ora il cliente è diventato più oculato nello scegliere la polizza più conveniente per sé.

È notizia di oggi la chiusura in rosso del primo semestre dell’anno da parte di Milano Assicurazioni con un risultato negativo di 195,3 milioni di euro, che pesa ancor di più se confrontato con l’utile di 50,7 milioni registrati nel giugno dell’anno precedente. Nel settore auto i premi ammontano a 1.116,3 euro, in calo del 2,4% a seguito delle azioni intraprese per il recupero di redditività in un settore che manifesta da tempo segnali di deterioramento tecnico rispetto al passato. 

L’aumento delle polizze auto ha tenuto banco nelle ultime settimane ed è valso anche l’intervento dell’Isvap, l’ente statale che sorveglia le assicurazioni, che ha finalmente preso posizioni nette contro le imprese assicurative, colpevoli di aver aumentato notevolmente in costi e di elargire scarsi rimborsi.

Le polizze auto in Italia costano praticamente il doppio di quanto avviene in Germania, Francia e Spagna, in media 407 euro contro i 222, 172 e 229 nell’ordine. Nel periodo 2002-2009 il premio medio per l’Italia è cresciuto del 18% contro il 7,1% della media europea. Un aumento che era prevedibile già da tempo.

L’Ania, l’associazione delle imprese assicurative, si difende dichiarando che in Italia 8,6 automobilisti su 100 denunciano un sinistro all’anno, quasi il doppio della Francia e almeno 20% in più della media europea. Insomma “Italiani popolo di furbetti”. Ma l’anno dopo questi costi verranno spalmati su tutti con un relativo aumento dei premi assicurativi. Ciò avviene con la tacita connivenza delle compagnie assicurative che si limitano solo a premiare, in misura quasi irrisoria, chi non provoca incidenti, anziché farlo anche con chi non ne subisce e non denuncia sinistri. È un cane che si morde la coda. Chi è il furbetto?

Nell’attesa di conoscere quali novità si profilano per la fine del periodo estivo consigliamo a tutti gli automobilisti di provare a risparmiare sulle assicurazioni auto affidandosi al sistema di confronto del sito Supermoney. Il servizio totalmente gratuito che permette di comparare le assicurazioni auto di 17 compagnie diverse, cercando la più conveniente e la più adeguata alle proprie esigenze.

Scritto da Francesco Suardi

agosto 6th, 2010 at 4:17 pm